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wifi areaMio articolo su l’Unità

Navigare su siti porno anche da wifi libero. Non conosce pericoli la voglia degli utenti di sfruttare le reti pubbliche e private aperte, anche se questo vuol dire mettere a rischio riservatezza e sicurezza. La tentazione di sfruttare una connessione gratuita supera qualsiasi timore o preoccupazione di essere spiati o addirittura di diventare facili prede di attacchi o frodi via internet. E’ ancora elevato il numero di utenti che non prendono le dovute precauzioni di cybersecurity. A rivelarlo una ricerca condotta da Norton by Simantec (Report) su un campione di 15 mila utenti di tutto il mondo.

Secondo i dati raccolti dalla casa di produzione del popolare antivirus nessuno resiste alla tentazione di potersi connettere senza pagare, per risparmiare il proprio traffico dati a pagamento e avere performance migliori. Anche in Italia, con il 60% degli intervistati disposti a correre qualsiasi insidia e dove il 15%, circa 1 italiano su 6, consulta immagini o video per adulti attraverso collegamenti free.
A stupire è il contesto nel quale accedono ai contenuti porno. Ben il 36%, infatti, ha dichiarato di averlo fatto a casa di amici, il 33% in un bar o in un ristorante ed il 30% per strada.

Altre attività a rischio vengono compiute con estrema facilità dalla quasi totalità degli utenti, ben l’89%, quando sono connessi a reti aperte: dalla consultazione delle mail personale o di lavoro(58%) all’accesso al proprio conto corrente online (17%), dall’utilizzo dei profili social (54%) alla condivisione di foto e video (47%).

Tutto questo denota uno scarso livello di consapevolezza e un alto grado di incoscienza. Solo il 33% teme che le proprie informazioni sul conto corrente e sulle attività finanziarie possano essere spiate o rese pubbliche. La percentuale scende al 22% per quanto riguarda le proprie immagini o quelle legate ai propri familiari. Mentre il 42% sarebbe disposto a pagare pur di impedire la diffusione di informazioni o documenti sensibili ad amici, parenti, colleghi e datori di lavoro.
Non sorprende, quindi, constatare che il 44% degli italiani, sottolinea il report, non utilizza una soluzione VPN (Virtual Private Network), mentre il 22% non ne ha mai sentito parlare.

Per Ida Setti, Territory Leader, South Med Region, Norton “c’è una differenza abissale tra ciò che la gente pensa sia al sicuro o possa rimanere privato quando si utilizza una rete Wi-Fi pubblica e la realtà dei fatti. Ciò che si pensa essere al sicuro sui dispositivi personali potrebbe invece essere facilmente accessibile agli hacker da reti Wi-Fi non protette o anche tramite app che presentino delle vulnerabilità”.

CybersecurityCosa fare allora? Ecco alcuni pratici consigli forniti dal report:

  • Utilizzare un software per la sicurezza: uno dei modi migliori per proteggere le informazioni personali online è quello di utilizzare una rete privata virtuale (VPN) come ad esempio la Norton Wi-Fi Privacy di Norton by Symantec. Le VPN garantiscono un “tunnel sicuro” che crittografa i dati inviati e ricevuti tra un dispositivo e internet;
  • Controllare che il sito usi lo HTTPS: molte aziende utilizzano siti web sicuri, HTTPS (Hypertext Transfer Protocol Secure), per fornire sicurezza online. Un sito web è sicuro se nell’URL compare “https” con accanto il simbolo di un piccolo lucchetto. Tuttavia, anche in un sito sicuro le informazioni personali potrebbero essere vulnerabili se la connessione di rete non è sicura;
  • Condividere il meno possibile: quando si è collegati a una rete Wi-Fi pubblica, meglio pensarci su un paio di volte prima di inserire informazioni personali come, ad esempio, password, dati finanziari o foto. Anche se non si stanno condividendo attivamente le informazioni, il dispositivo utilizzato potrebbe farlo al posto nostro. Molti dispositivi sono programmati per ricercare automaticamente le connessioni ad altri dispositivi sulla stessa rete, il che potrebbe rendere i propri file vulnerabili. Per essere certi che le informazioni personali non passino ad altri, assicurarsi sempre di disattivare l’opzione di condivisione del dispositivo stesso.