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scuolaStrumenti, contenuti, formazione del personale. Sono questi i tre pilastri del Piano per la Scuola Digitale presentato oggi dal ministro della pubblica istruzione, Stefania Giannini. Un investimento che ammonta a circa 1 miliardo di euro, spalmati da qui al 2020, per innovare il nostro sistema scolastico. Per il ministro il Piano avrà l’obiettivo di “riposizionare il nostro modello educativo in una società in cui la digitalizzazione è diventata fenomeno pervasivo, in senso orizzontale e in senso verticale”.

Strumenti – Gran parte del finanziamento, 600 milioni di euro, sarà destinato alla dotazione tecnologica e infrastrutturale degli istituti scolastici. Tutti gli edifici scolastici dovranno essere connessi con la banda larga e possedere un rete interna. Dei 600 milioni stanziati 200 verranno utilizzati per costruire nuovi laboratori digitali e per potenziare quelli esistenti con l’acquisto di ulteriori attrezzature tecnologiche. Il Piano prevede, inoltre, la realizzazione di laboratori territoriali, luoghi di incontro tra scuola, imprese e università accessibili anche a disoccupati e neet.

Contenuti – È sicuramente questa la sfida più importante del Piano. Si tratta, infatti, di introdurre nella didattica scolastica italiana il paradigma della società digitale: dal diritto all’accesso ad internet all’uso consapevole dei social media, dal diritto all’informazione all’analisi dei dati, dal pensiero computazionale al making e al coding per essere non solo utilizzatori, ma anche programmatori. Facilitare lo scambio e la condivisione dei contenuti tra le varie realtà scolastiche attraverso la definizione di parametri di interoperabilità tra le piattaforme didattiche, nonché strumenti di promozione dell’autoproduzione dei materiali.
Per questo obiettivo verranno spesi 200 milioni di euro.

Formazione del personale – Ogni scuola dovrà avere un “animatore digitale”, ovvero un insegnate adeguatamente formato dotato di competenze digitali specifiche e capace di stimolare il rapporto educativo con gli studenti attraverso l’utilizzo dei vari dispositivi tecnologici. “L’interazione – dichiara il ministro Giannini – deve essere costante, il peer to peer. Si passa da un ruolo passivo, come la nostra scuola tradizionale ha alimentato, anche con risultati qualche volta importanti, a un richiamo al protagonismo degli studenti”.

A tal proposito l’investimento previsto è di 140 milioni.

In linea con quanto si sta facendo con la Pubblica Amministrazione anche nella scuola verrà introdotta l’identità digitale unica. Un unico profilo (user name e password), sia per i docenti che per gli studenti, per accedere online al proprio portfolio e ai servizi in rete. L’identità digitale unica sostituirà la carta dello studente, Io Studio, già oggi utilizzata da quasi 3 milioni di ragazzi.

Le varie fasi del Piano verranno sottoposte ad una costante azione di monitoraggio e valutazione. Un osservatorio tecnologico aiuterà i vertici del ministero a misurare, step by step, i risultati raggiunti ed, eventualmente, a rimodulare le indicazioni.