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Protesta SalviniUn evento su Facebook e un manifesto sui muri di Palermo per la “Giornata dell’orgoglio terrone”. Un gruppo di cittadini palermitani utilizza lo strumento più moderno e quello più antico della comunicazione politica per contestare ed organizzare un sit-in di protesta contro l’invasione barbarica del capo tribù legista Matteo Salvini.

Ieri, infatti, il leader del Carroccio è calato dal profondo Nord nel capoluogo siciliano per lanciare “Noi con Salvini”, il soggetto politico che la Lega intende utilizzare per saccheggiare voti al Sud. Un tempo messo all’indice come la terra degli sprechi e delle ruberie, oggi il Mezzogiorno d’Italia rappresenta un interessante territorio di conquista elettorale.

Ecco, quindi, che Salvini non tentenna a chiedere scusa per gli insulti del passato, come il coro da stadio “senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani” o come la dichiarazione “bloccare l’esodo degli insegnanti precari meridionali al Nord”, solo per citarne alcuni. Anzi, gli attacchi al Meridione si trasformano in critiche alla sua classe dirigente: “ho sempre attaccato la cattiva politica del Sud”. Dimenticando di dire che con quella classe dirigente la Lega è stata alleata per tanti anni.

Ma c’è chi non si lascia affascinare dal richiamo celtico del leader leghista e chi non dimentica facilmente le frasi e gli atteggiamenti razzisti e xenofobi che i leghisti hanno dispensato nel corso degli anni al Meridione e ai meridionali. Così ad aspettarlo, ieri pomeriggio, nei pressi del centralissimo ed elegante Hotel delle Palme un nutrito gruppi di circa 200 terroni armati di uova, arance e cartelli satirici, del tipo “I leghisti aiutiamoli a casa loro” oppure “Salvini sta a Palermo come il dado sta alla caponata”.

Un vero e proprio successo per i contestatori che, senza poter contare sulla forza mediatica di Salvini, sono riusciti a portare in strada un numero di cittadini pari, se non superiore, a quello seduto in sala per ascoltare il politico milanese.

Non c’è dubbio che l’evento su Facebook sia stato determinante per la riuscita dell’iniziativa. Il punto di incontro virtuale dove scambiarsi informazioni organizzative, rinfrescare la memoria dei siciliani ricordando le offese fatte ai meridionali dallo stesso Salvini e dai suoi compagni di partito, condividere la propria indignazione postando immagini, slogan satirici, commenti.
A poche ore dal suo lancio l’evento ha registrato centinaia di aderenti. Dopo un paio di giorni il numero è lievitato a più di 2.000 e si sono moltiplicate anche le attività con centinaia di post e condivisioni. L’evento, infatti, viene aggiornato costantemente. In tempo reale vengono pubblicate le foto e i video del sit-in. Uno di questi, ad esempio, realizzato dall’utente Identità Insorgenti raggiunge il numero di 160 mila visualizzazioni.

Ad affiancare il gruppo Facebook non poteva mancare il profilo Twitter orgoglioterun, che ha realizzato la diretta del sit-in e ritwittato tutti i cinguettii degli utenti che contestavano Salvini.

Non solo social, però, perché anche il manifesto ha fatto la sua parte. Il caro e vecchio 70×100 continua ancora a mantenere la sua importante funzione di comunicazione e propaganda. Questi sono stati affissi il giorno prima nei punti nevralgici nella città. La faccia di Salvini e le scritte “Salvini … Palermo non perdona” hanno sicuramente attirato la curiosità non solo dei cittadini, ma anche degli organi di informazione locali che hanno lanciato la notizia su tutti i loro canali, vecchi e nuovi (quotidiano cartaceo, radio, tv, sito web, pagine social, web-tv, web-radio ecc.), facendo così da amplificatore della contestazione.

Un mix perfetto tra vecchie e nuove forme di comunicazione (manifesto e social) e tra vecchie e nuove forme di partecipazione politica (sit-int e adesione online ad una causa).

Matteo Scirè