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essere #matteorenziChe siate di destra o di sinistra, renziani o antirenziani, bisogna riconoscere che Matteo Renzi ha rivoluzionato la comunicazione politica italiana diventandone il mattatore indiscusso. Un’impresa non da poco se si considera che l’ultima rivoluzione comunicativa è abbastanza recente e porta la firma di Silvio Berlusconi, il più che facoltoso imprenditore milanese a capo di una vera e propria armata mediatica.

“Essere #matteorenzi” il saggio di Claudio Giunta, professore straordinario di Letteratura italiana all’Università di Trento, analizza in 80 pagine la fenomenologia comunicativa del presidente del Consiglio. La sua capacità di essere storyteller, di saper raccontare la realtà o meglio la sua realtà fatta di positive thinking e fiducia nel futuro: “L’Italia è un Paese bellissimo”, “Ce la faremo”.

No, non paragonatelo a Berlusconi.

Al Berlusconi con la voce impostata ed il doppio petto che dalle sue reti televisive lanciava i messaggi registrati agli italiani. Oppure al Berlusconi in tenuta da vacanza che intrattiene i suoi ospiti a Villa Certosa cantando una canzone con Apicella o raccontando una barzelletta.

Renzi viola quotidianamente i protocolli dello stile politico-istituzionale. In jeans e giacca, in camicia bianca e cravattino nero, incontra operai e imprenditori, ministri e capi di Stato. Dispensa discorsi, sostiene Giunta, che sembrano usciti da uno di quei manuali di counseling motivazionale che si usano nelle aziende. E di tanto in tanto sferra qualche stoccata ai “gufi o professionisti della ‘tartina’ che sanno solo criticare”.

L’ex sindaco di Firenze sa pigiare le leve motivazionali di una generazione demotivata da anni di immobilismo politico.

Sa parlare alle giovani generazioni perchè usa il loro stesso linguaggio, semplice e immediato. L’agire comunicativo di Renzi è veloce e preciso. Non a caso il libro di Giunta si apre con la narrazione di un incontro al Festival dell’Economia di Trento in cui lo stile soporifero dell’intervento di Franco Marini si contrappone a quello energico e scattante del premier. Uno stile, quest’ultimo, ricco di gergo giovanile, cultura popolare e qualche riferimento colto.

Utilizza il web ed i social network con la naturalezza di un nativo digitale e tra un incontro e l’altro, dove non mancano mai i selfie con i suoi fan, va in tv e organizza una conferenza stampa per annunciare, slide alla mano, una riforma da fare o un risultato ottenuto.

Sarà un grande politico? Non è compito del libro stabilirlo. Ma di sicuro Matteo Renzi è un grande comunicatore.

Matteo Scirè