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gasparriDa un messaggio inviato su Twitter ad un’aula di tribunale il passo è più breve di quanto si pensi.
Comincerà il 21 settembre prossimo, infatti, il primo processo per ingiuria via Twitter celebrato nel nostro Paese. Ad essere convocato dal giudice di pace di Pavia Laura Nicolini il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, già più volte finito nell’occhio del ciclone per alcune sue esternazioni fatte attraverso i social.

Solo qualche mese fa, nel gennaio scorso, l’ex ministro delle Telecomunicazioni si era reso protagonista di un tweet nei confronti delle due giovani cooperanti italiane Vanessa e Greta, da poco rilasciate dai terroristi siriani dopo una lunga prigionia, che aveva suscitato sgomento e indignazione.

TwitterFino ad allora nessuna delle vittime si era rivolta all’autorità giudiziaria. Stavolta, però, Gasparri è stato denunciato da Riccardo Puglisi, ricercatore di Economia della Facoltà di Scienze Politiche di Pavia e componente della direzione nazionale di “Italia Unica”, il movimento politico di Corrado Passera. L’esposto è scaturito da un battibecco tra i due sulla figura di Ciampi al termine del quale il vicepresidente del Senato ha perso le staffe e inviato, sempre via Twitter, un messaggio privato che Puglisi ha reso pubblico.

In assenza di una normativa specifica che riguardi i comportamenti da sanzionare su internet si applicano le norme vigenti. Nel caso in questione l’articolo 594 del codice penale, che prevede la reclusione fino a 6 mesi o la multa fino a 516 euro per chi offende l’onore o il decoro di una persona. Pene aumentate nel caso in cui il reato si consumi in presenza di più persone.

I rischi che si corrono quando si offende qualcuno sui social, quindi, sono molto più alti di quelli che si corrono in un bar affollato o addirittura in una piazza. Eppure questo non scoraggia gli utenti ad abbandonarsi alla pubblicazione di post, commenti, immagini e video lesivi della dignità altrui. Come mai?

La semplicità di utilizzo dei social network e la possibilità di comunicare senza essere costretti ad incontrarsi fisicamente con i destinatari allenta i freni inibitori che moderano le relazioni interpersonali, facilitando così negli utenti l’assunzione di comportamenti che trasgrediscono le convenzioni sociali e le leggi.

Ciò che si fa nel mondo online ha, però, delle conseguenze anche nel mondo offline. Attenzione, quindi, a farsi prendere la mano quando si utilizzano i social network. Bisogna sempre valutare bene ciò che si pubblica. A meno di non essere disposti a fare i conti con la giustizia.