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PalermoÈ ufficiale. L’itinerario arabo-normanno di Palermo-Monreale-Cefalù è entrato a far parte dell’elenco dei siti patrimonio mondiale dell’umanità. Lo ha stabilito l’Assemblea dell’Unesco riunitasi ieri a Bonn, in Germania. In una sala gremita da personalità provenienti da tutto il mondo, la candidatura di Palermo ha ricevuto il giudizio positivo della commissione esaminatrice ed il plauso della platea.

Ci sono città che pullulerebbero di entusiasmo nel ricevere una notizia del genere. A Palermo, invece, una delle iniziative più importanti per la sua crescita civile e culturale si è trasformata, in questi mesi, in una bega di paese sulla pedonalizzazione del centro storico (indispensabile per ottenere questo prestigioso riconoscimento).

Così nel dibattito pubblico palermitano hanno trovato spazio le lamentele dei residenti delle neo isole pedonali, inferociti perché non potranno più raggiungere casa in macchina, quelle dei commercianti, preoccupati per il proprio business, e quelle degli automobilisti, che non potranno più recarsi in centro con l’automobile.

Bisogna ammettere che Palermo offre tanti argomenti, più che validi, a chi oggi si oppone alla pedonalizzazione: monumenti in stato di abbandono, interi quartieri ostaggio del degrado, trasporti pubblici scadenti, mancanza di parcheggi ecc.
C’è una bella differenza tra vivere in un quartiere pedonalizzato, ma ben collegato e ricco di servizi come Trastevere e vivere a Ballarò. Ed è sicuramente più confortevole salire su uno degli efficienti mezzi di trasporto di Barcellona per raggiungere la Sagrada Famiglia che prendere un autobus fatiscente e affollato dell’Amat per arrivare alla Cattedrale del capoluogo siciliano.

Ovviamente nessuno si illude che l’inserimento dell’itinerario arabo-normanno nella World Heritage List dell’Unesco ci farà risvegliare domani in una Palermo diversa. Ma non c’è dubbio che si tratti di una straordinaria risorsa di cambiamento per la città.

Il Comune ha fatto veramente poco per spiegare ai palermitani la portata storica di tale riconoscimento nonché della pedonalizzazione, in termini di ricadute per la qualità della vita e per lo sviluppo turistico ed economico della città.
Pochi incontri per far comprendere ai residenti che con le isole pedonali e le ztl non avrebbero più respirato smog. Qualche riunione per spiegare ai commercianti che, ad esempio, non in altre metropoli ben più avanzate di Palermo bensì a Piazza San Domenico, i loro colleghi inizialmente preoccupati della pedonalizzazione hanno visto rifiorire uno degli scorci più affascinanti della città e con esso i loro affari. Nessuna campagna di comunicazione per coinvolgere tutti i cittadini in un progetto di cui essere orgogliosi, perché avrebbe consentito a Palermo di diventare più bella per i palermitani e per i turisti.

Nonostante tutto ciò oggi Palermo ha una carta in più per rinascere dalle proprie ceneri, spiccare il volo e diventare una città accogliente, moderna, vivibile e perché no anche ricca.
Speriamo che non si tratti dell’ennesima occasione sprecata.