Comunicazione Pd MattarellaL’elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica non è stato, solo, un capolavoro politico del Presidente del Consiglio, come sostengono in molti, ma anche un capolavoro comunicativo di Renzi e del Pd. La comunicazione, infatti, ha giocato un ruolo chiave. L’utilizzo efficace del web e dei social network ha contribuito in modo determinante ad alimentare ed orientare il dibattito pubblico.

Se l’autorevolezza e la serietà di un uomo come Sergio Mattarella sono sicuramente serviti al Pd a mettere gli altri partiti con le spalle al muro sul piano del giudizio politico-istituzionale, la sua immagine di persona rigida e riservata poteva rappresentare un punto di debolezza nei confronti dell’opinione pubblica, abituata da Pertini in poi a presidenti dal grande carisma.

Sergio Mattarella è sconosciuto al grande pubblico. Nonostante abbia ricoperto incarichi di grande responsabilità (più volte ministro, giudice della Corte costituzionale, estensore del cosiddetto “Mattarellum”) si è sempre tenuto lontano dalla ribalta mediatica. Il candidato scelto dal Pd non è certo un oratore capace di infiammare le folle o un politico da palcoscenico. Bisognava evitare, quindi, che venisse percepito dall’opinione pubblica come una persona fredda e distaccata.

Ecco una strategia di comunicazione capace di far conoscere ed apprezzare agli italiani la figura di Sergio Mattarella. Fare leva sulla sua storia avrebbe messo in difficoltà di fronte all’opinione pubblica sia i partiti della maggioranza, che avrebbero preferito concordare insieme al Pd altri nomi a loro più favoriti, sia quelli dell’opposizione, orientati su altre proposte.

L’operazione come vedremo è riuscita, anche se non sono mancati dei limiti, grazie ad un utilizzo efficace del web e dei social network:

  • La diretta streaming per comunicare l’unità del Pd - In un momento di grande fibrillazione per il Partito democratico, da tempo ormai caratterizzato da dibattiti accesi e divisioni, la prima cosa da fare era mostrare la compattezza del Partito sul nome del candidato democratico alla Presidenza della Repubblica. Da qui la scelta di mandare in onda su YouDem.it, la web tv del Partito democratico, la diretta streaming dell’assemblea dei grandi elettori democratici, che approverà all’unanimità la proposta fatta da Matteo Renzi di candidare Sergio Mattarella. La diretta è stata ripresa da Repubblica.it, la testata giornalistica più seguita sul web, nonché da altre decine di testate online e siti nazionali e locali.
  • Il tweet di Renzi che ha fatto da agenda setting - A poche ore dall’inizio della prima votazione, e precisamente alle 12:16 del 29 gennaio, Matteo Renzi twitta così: “La lotta alla mafia, le dimissioni per un ideale, i collegi per i parlamentari, l’abolizione della naja. Un politico perbene #Mattarella”. Il cinguettio del Presidente del Consiglio è stato ritwittato ben 1.365 volte e cliccato come preferito da 1.583 utenti. Ma soprattutto è stato ripreso da tutti gli organi di informazione che ne hanno approfondito ogni singola parola, amplificandone così il messaggio. In 140 caratteri Renzi ha indicato ai media gli argomenti di discussione sui quali tracciare il profilo del candidato del Pd.
  • L’infografica sul profilo politico-istituzionale di Sergio Mattarella – I 140 caratteri hanno fatto il loro dovere, ma mancava una rappresentazione visiva, semplice ed immediata, del profilo politico-istituzionale di Mattarella. Ecco che ad un’ora di distanza dal tweet di Renzi il Partito Democratico twitta un’infografica dal titolo “Sergio Mattarella. Un politico per bene”, con l’immagine di Mattarella e 6 box in cui vengono riassunte le sue principali caratteristiche: contro le mafie, la legalità, la costituzione, gli ideali, l’esperienza internazionale, la legge elettorale. L’infografica verrà retwittata 138 volte e verrà contrassegnata dagli utenti di Twitter come preferita 89 volte. Numeri bassi rispetto al tweet di Renzi, ma è su Facebook che l’infografica riscuote molto successo con 3.767 mi piace, 614 commenti, 2.145 condivisioni.

Fin qui i principali elementi del successo della strategia comunicativa di Renzi e del Pd. Dall’analisi fatta, infatti, balzano agli occhi alcuni punti di debolezza:

  • La mancanza di una piena sinergia tra i vari profili social di Pd, YouDem e Matteo Renzi. Il rilancio di un contenuto tra i vari social è una tecnica fondamentale per innescare una catena di condivisioni in grado aumentare la diffusione del messaggio. Questo è accaduto in modo davvero parziale. Ad esempio la pagina Facebook di Renzi non ha rilanciato i suoi tweet, né l’infografica su Sergio Mattarella. Un contenuto, quest’ultimo, che si presta molto ad un social come Facebook. Lo stesso dicasi per il profilo Twitter di Renzi che non ha ritwittato l’infografica, né i video di YouDem.
  • Gli scarsi risultati ottenuti dai video realizzati da YouDem. Questi, infatti, raggiungono un numero molto basso di visualizzazioni sul canale YouTube. Più fortuna avrebbero meritato la videoscheda sulla storia di “Sergio Mattarella, l’uomo giusto per il Quirinale” ed il video “Dalla lotta alla mafia alla difesa della Costituzione, i sei punti di forza di Sergio Mattarella”, che non sono stati caricati neanche sul canale Youtube. Ed anche se la pagina Facebook di YouDem presenta alcuni dei video messi in rete sul sito questi non sono stati caricati sulla pagina, ma condivisi attraverso dei link il che ne riduce drasticamente la viralità. Una grave carenza se si considera che ormai da diverso tempo i video sono diventati la forma di comunicazione che su Facebook riscuote più successo.

In definitiva, al netto dei limiti evidenziati, il Partito democratico ed il suo leader hanno dimostrato di saper utilizzare in modo strategico ed efficace la comunicazione sul web e attraverso i social network, orientando il dibattito pubblico e promuovendo l’immagine del proprio candidato.

Il merito del “capolavoro politico” di Renzi passa anche da qui.

Matteo Scirè