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Fabrizio-coronaMio articolo pubblicato su dipalermo.it

Che le pagine di cronaca dei giornali parlino delle vicende giudiziarie di Fabrizio Corona è assolutamente normale. Che i periodici e i rotocalchi di gossip siano pieni di aneddoti sulla sua vita privata è addirittura scontato. Ma che il blog e la pagina Facebook ufficiali dell’Università di Palermo rilancino la notizia di un seminario sulla comunicazione, peraltro a pagamento, che lo stesso Corona dovrà tenere a Palermo è davvero inconcepibile. Anche perché ad organizzare l’evento non è l’Ateneo palermitano, e meno male, ma un’agenzia di comunicazione privata.

La domanda è: può una delle più autorevoli e prestigiose istituzioni formative e culturali della città, nonché della Regione, elevare un personaggio come Fabrizio Corona al rango di docente “esperto in comunicazione”? La risposta dovrebbe essere scontata. Ma a quanto pare non lo è per chi dentro l’Università si occupa proprio di comunicazione. Così Fabrizio Corona, che sui media di tutta Italia c’è finito non certo per le sue abilità comunicative ma per essere stato protagonista di tentativi di ricatto a scopo estorsivo nei confronti di molti vip, è stato accreditato nell’ambiente universitario palermitano e siciliano.

Diversi i commenti critici su Facebook da parte di studenti e semplici cittadini. Molti in chiave ironica. Doriana Sanfilippo, ad esempio, scrive: “Invece di passarcelo a noi di psicologia come uno dei più sfaccettati casi di disturbo borderline di personalità, fa addirittura lui delle lezioni di marketing. Cose da pazzi”. Daniela Urso prova a indovinare cosa potrebbe dire di interessante Corona: “Spiegare come si porta avanti il business dei ricatti ai vip? O come guidare senza patente e spacciare banconote false? Unipa sei unica”. Sulla stessa scia Umberto Spitaleri: “Si parlerà di ‘Storia della corruzione applicata ai fotogrammi’”. Di tono più serio il commento di Alessia Puzzo: “Anche se l’Unipa non ha preso parte a questo seminario, è comunque vergognoso che lo sponsorizzi così. Un delinquente non può essere acclamato in questo modo in una società civile”.

Si sarà trattato di uno scivolone? A quanto pare no. Non è la prima volta che sul blog e sulla relativa pagina Facebook di Unipa vengono pubblicate notizie che sarebbe stato meglio ignorare, sia per la loro irrilevanza culturale sia per una questione, per così dire, di opportunità. Solo qualche giorno prima, infatti, era stato pubblicato un articolo sulla tanto discussa campagna #escila, lanciata a Milano da alcune ragazze che hanno pensato di fotografarsi seni e glutei con sopra scritto il nome dei propri atenei e pubblicare le foto hot sul web. Eppure in nessuna delle Università milanesi citate è balenata l’idea di riprendere sui propri organi ufficiali di comunicazione la suddetta campagna. L’Università di Palermo, invece, ci ha scritto un post corredato, per di più, da una “fotogallery – si legge nel testo – molto esaustiva”.

Beh, se è questo il livello e lo stile che l’Università di Palermo vuole comunicare sul web non bisogna di certo stupirsi se poi migliaia di giovani siciliani decidano di andare a studiare altrove, magari “comunicazione”, magari proprio a Milano. Al neo rettore il compito di rilanciare, è proprio il caso di dire, l’immagine dell’Ateneo.