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articolo gdsMio articolo sul Giornale di Sicilia

Consultare il bilancio di previsione 2017 della Regione o le carte del rischio di incendi nell’Isola oppure sapere quanti musei, gallerie e siti archeologici sono presenti nel territorio regionale, dove si trovano e quanto costa il biglietto d’entrata. Tutto con la facilità di un click. Sono queste alcune delle cose che è possibile fare su dati.regione.sicilia.it, il neonato portale open data della Regione Siciliana, online da un paio di giorni.
Anche la Sicilia, finalmente, si è dotata di un sito internet su cui pubblicare i dataset che riguardano le attività della pubblica amministrazione, ma anche quelli messi a disposizioni da enti parapubblici e privati. Una vera e propria rivoluzione culturale all’insegna della trasparenza e dell’informazione in favore dei cittadini e delle imprese.
Si tratta, infatti, di dati che possiedono tre requisiti fondamentali: disponibilità, accessibilità e gratuità. Disponibili poiché messi a disposizione di tutti sulla base di una licenza che ne consente l’utilizzo da parte di chiunque, anche per finalità commerciali. Accessibili perché fruibili attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e grazie a formati facili da aprire. Il grado di accessibilità, inoltre, dipende anche dalla presenza dei metadati, ovvero delle informazioni che descrivono l’insieme dei dati. Infine, gratuiti poiché per la loro utilizzazione non è previsto nessun costo se non, quando richiesto, quello marginale sostenuto dall’amministrazione per la loro riproduzione, messa a disposizione e divulgazione. In quest’ultimo caso esistono delle tariffe standard concordate tra l’AgID e l’ente titolare.
Come funziona? Il portale è organizzato in tre sezioni. Nella prima si trovano tutti i dataset pubblicati. Nella seconda le “organizzazioni”, ovvero i soggetti che creano, gestiscono e pubblicano gli archivi. La terza sezione è quella dei gruppi, ovvero dei dataset riuniti in collezioni omogenee per genere o argomento. Al momento sono presenti 21 dataset, 1 organizzazione e 13 gruppi, ma il numero è destinato a crescere nel giro di poche settimane. Molto, ovviamente, dipenderà dalla collaborazione e dalla partecipazione delle varie branche della burocrazia regionale. Una scommessa non da poco che deve fare i conti con una tradizione fatta da opacità e chiusure.
Per costruirlo è stata utilizzata la piattaforma Ckan, che consente di visualizzare il catalogo dei dati siciliani sia nel portale nazionale dei dati aperti dati.gov.it che in quello europeo europeandataportal.eu.
Il progetto è stato realizzato dall’Ufficio per l’attività di coordinamento dei sistemi informativi regionali e l’attività informatica della Regione, con il supporto di AgID e Formez PA. Del gruppo hanno fatto parte per la Regione Siciliana Enzo Lo Piccolo e per il Formez Andrea Borruso, Piersoft Paolicelli, Salvatore Marras, Sabrina Onano, Enrico Corso.
“La pubblicazione del portale rappresenta ovviamente un motivo di soddisfazione, ma è soltanto l’inizio di un percorso, chiaramente connesso a logiche di cambiamento culturale ed organizzativo all’interno dell’amministrazione regionale e delle altre pubbliche amministrazioni del territorio”, spiega Enzo Lo Piccolo. “Tuttavia, per uno sviluppo sistemico dell’iniziativa e per creare un reale indotto generato dal riutilizzo dei dati - continua - non si può prescindere dalla realizzazione di una serie di strumenti, tra loro interoperabili, che consentano la generazione e/o la fruibilità nativa di open data, da rendere disponibili sul portale prevalentemente in modalità M2M (machine to machine). E’ la sfida che porteremo avanti nei prossimi mesi”.