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Mio articolo su l’Unità

Entra nel vivo l’attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione e con essa la partecipazione dei soggetti privati organizzati alle decisioni della burocrazia italiana, attraverso il Registro della Trasparenza di cui si è appena dotato il Ministero della Semplificazione e della PA, sul modello di quello del Ministero dello Sviluppo economico e delle istituzioni europee. Siamo al giro di boa, dopo l’attività di confronto e consultazione che hanno accompagnato la scrittura dei decreti e la loro approvazione in Parlamento, comincia il “terzo tempo”, come lo ha ribattezzato il ministro Madia, quello dell’implementazione.

“Perché la riforma PA – dice il ministro – non termina con la fine dell’iter legislativo: ora le norme devono essere ‘messe a terra’, monitorate e curate nell’implementazione”. L’obiettivo è quello di “ascoltare e confrontarsi con le realtà associative, i corpi intermedi, le imprese e tutti i soggetti organizzati che quotidianamente interagiscono con la PA: penso alle norme sulla trasparenza come il diritto di conoscere, le norme sulla nuova conferenza dei servizi, i moduli unici per le attività commerciali ed edilizie, i progetti di digitalizzazione come SPID, la riforma delle partecipate, le norme sul lavoro pubblico”.

Conferenza stampa di Marianna Madia sulla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione

“‘TerzoTempo’ – spiega – consentirà di far conoscere meglio le potenzialità della riforma PA, i nuovi diritti, ma servirà anzitutto ad ascoltare, a raccogliere osservazioni sugli effetti che si stanno producendo sui territori e gli eventuali ritardi o difficoltà. Sono convinta che le riforme, tanto più la riforma della pubblica amministrazione, non cambino quasi mai le cose da un giorno all’altro, che dopo l’approvazione delle norme occorra un tempo per l’implementazione e il monitoraggio e che sia dunque importante il confronto trasparente con il mondo privato”.

Non a caso questa fase viene inaugurata con l’adozione di uno strumento che servirà, da un lato, a dare la possibilità ai cittadini in forma associata di rappresentare le proprie istanze a chi esercita funzioni pubbliche e, dall’altro, ad eliminare quelle zone grigie che purtroppo ancora oggi persistono tra gli interessi particolari delle lobby e quello generale della collettività. E’ questo un problema storico non solo della Pubblica Amministrazione italiana, ma più in generale di tutte le burocrazie continentali. Come affrontare il rapporto con i gruppi di pressione?

Si tratta di un aspetto molto delicato che negli anni in Italia ha dato vita a fenomeni corruttivi diventati una vera e propria metastasi per il Sistema-Paese. Alla prova dei fatti la netta chiusura dell’ente pubblico, teorizzata per evitare condizionamenti e al fine di tutelare l’interesse generale, non solo non ha sortito gli effetti sperati ma ha addirittura peggiorato la situazione.

registro trasparenza

L’istituzione del Registro della Trasparenza segna la volontà di affermare un cambiamento culturale avviato già all’inizio degli anni ’90 sulla scorta del modello anglosassone. Negli Usa come nel Regno Unito comitati di cittadini, associazioni di categoria, lobby, gruppi di pressione … partecipano alla luce del sole ai processi decisionali della Pubblica Amministrazione. In questo modo l’azione della PA è sottoposta al giudizio dell’opinione pubblica e allo stesso tempo si instaura un controllo intersoggettivo tra i soggetti interessati, a garanzia dell’imparzialità.

Da oggi, quindi, nell’attesa che il Registro diventi uno strumento comune a tutti i dicasteri del Governo italiano, sarà possibile conoscere gli incontri in agenda e fissare appuntamenti, oltre che con il Ministero dello Sviluppo economico e delle istituzioni europee, anche con il Ministero della Pubblica Amministrazione.