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Spid-iscrizioni-scuola-755x515Mio articolo su l’Unità

Le iscrizioni online a scuola sono il vero banco di prova del Sistema pubblico dell’identità digitale (Spid), il servizio di riconoscimento dei cittadini in rete che consente di accedere con un unico identificativo a tutti i servizi della Pubblica amministrazione e delle imprese private che hanno condiviso il progetto.

Le iscrizioni online a scuola sono il vero banco di prova del Sistema pubblico dell’identità digitale (Spid), il servizio di riconoscimento dei cittadini in rete che consente di accedere con un unico identificativo a tutti i servizi della Pubblica amministrazione e delle imprese private che hanno condiviso il progetto. Ad oggi sono più di un 1 milione gli utenti dotati di identità digitale, ma il numero proprio in queste settimane è destinato a crescere. Le procedure coinvolgeranno un milione e mezzo di famiglie per l’iscrizione dei figli all’anno scolastico 2017/2018.

Come accade già da un po’ di tempo a questa parte le iscrizioni degli studenti italiani potranno essere effettuate solo attraverso internet, ma da quest’anno si potrà accedere al servizio anche attraverso lo Spid. Chi è già in possesso dell’identità digitale non sarà costretto a registrarsi sul sito del Ministero, ma dovrà semplicemente inserire il pin unico. L’iscrizione telematica è obbligatoria per tutte le scuole di ogni ordine e grado e per i corsi di formazione professionale delle Regioni aderenti (Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia e Veneto). E’ facoltativa per quelle paritarie, mentre per la scuola dell’infanzia rimane valida la procedura cartacea. Modalità diverse sono state previste dal Ministero per le zone terremotate. C’è tempo fino al 6 febbraio prossimo.

Si tratta di una rivoluzione digitale perchè cambia radicalmente il rapporto tra i cittadini e la burocrazia italiana. Lo Spid, infatti, è uno dei pilastri dell’Agenda digitale nazionale nato per attuare il cosiddetto digital first, ovvero la possibilità data al cittadino di dialogare con gli uffici pubblici attraverso le nuove tecnologie della comunicazione digitale e quindi senza essere costretti a recarsi fisicamente allo sportello. Un vero e proprio cambio di paradigma per un sistema abituato a scaricare sul cittadino l’onore del procedimento amministrativo. Non c’è italiano che non lamenti il ping pong a cui spesso è sottoposto per ottenere un certificato, le lunghe attese e il numero indefinito di fogli da compilare. Quelli che sono al passo con l’innovazione e che si avvalgono dei servizi online rilasciati dai vari enti, invece, devono preoccuparsi di ricordare i diversi account forniti dalle amministrazioni.

Da qui l’esigenza di un’identità digitale che, da un lato, consenta ai cittadini di accedere ai servizi con un pin unico e, dall’altro, spinga le pubbliche amministrazioni e le aziende private, che decidono di avvalersi di questo strumento, a digitalizzare i procedimenti. Con un beneficio per tutti in termini di efficienza, qualità del servizio erogato, riduzione dei tempi e dei costi.

Così dopo alcuni mesi di incubazione da parte dell’Agenzia per l’Italia digitale lo Spid è entrato in funzione il 15 settembre scorso. Per averlo basta rivolgersi ad uno degli Identity Provider accreditati seguire la procedura guidata, al termine della quale verranno rilasciate le credenziali.

Spid2Da quel momento sarà possibile, ad esempio, collegarsi al sito dell’Inps, per richiedere una prestazione previdenziale, o a quello Agenzia delle Entrate, per consultare documenti o presentare la propria dichiarazione dei redditi (dove puoi usare Spid). Tutto da casa, comodamente seduti.

Attualmente sono 3.720 le amministrazioni attive, 4.273 i servizi disponibili, 1.030.294 gli utenti dotati di un’identità Spid. Quest’ultimi sono cresciuti negli ultimi mesi in modo significativo grazie a due progetti Spid Only, ovvero per i quali era possibile accedere solo attraverso l’identità unica. Si tratta del bonus cultura di 500 euro messo a disposizione dei diciottenni e dell’aggiornamento professionale dei docenti, accessibili rispettivamente dai portali www.18app.it e www.cartadeldocente.istruzione.i.

Il successo di Spid dipenderà molto dalla capacità di innescare un cambiamento culturale sia tra i cittadini che, soprattutto, nella Pubblica amministrazione. Attendere che gli uni e le altre lo adottino spontaneamente non basta. E’ necessario combattere le abitudini sedimentate nel tempo e le resistenze di un sistema abituato al mantenimento dello status quo. Per farlo è necessario che entrambi sperimentino i vantaggi dell’innovazione. L’esperienza maturata fino ad oggi dimostra che è questa la strada da seguire per trasformare l’Italia in un Paese più efficiente e moderno.