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HelgChe Roberto Helg fosse un estorsore non poteva immaginarlo nessuno. Su questo nessuna critica a chi lo ha voluto alla guida della Camera di Commercio di Palermo o a chi gli ha consentito di ricoprire una molteplicità di cariche pubbliche molto importanti.

La cosa che mi fa riflettere, infatti, è un’altra e riguarda la selezione delle classi dirigenti in Sicilia e nel nostro Paese. Un aspetto che coinvolge ogni settore ed ambito.

Tutti a Palermo, infatti, sapevano che Helg non navigasse in buone acque da anni e tutti a Palermo sapevano che nel 2012 avesse chiuso le sue attività per fallimento. Come mai allora è riuscito a rimanere al vertice di un Ente così rilevante come la Camera di Commercio fino a ieri? In base a quali meriti Helg ha ottenuto posti di responsabilità?
Non è paradossale che la gestione di un intero settore economico, a Palermo ed in Sicilia, sia stato affidato ad un imprenditore fallito?

Penso che al di là della naturale ed istintiva indignazione, accentuata dalle passerelle legalitarie calpestate dallo stesso Helg,  chi governa la politica e l’economia dovrebbe cominciare a dare qualche risposta a queste domande. Dopo di che modificare i meccanismi di selezione delle classi dirigenti. Magari mettendo al centro il merito, troppo spesso declamato nei discorsi e troppo spesso mortificato nei fatti a scapito di imprese e cittadini e a beneficio di furbi e potenti.

Matteo Scirè