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giuseppe insalacoOggi voglio ricordare una vittima della mafia spesso “dimenticata”. Si tratta di Giuseppe Insalaco, sindaco di ‪#Palermo‬ nel 1984, che denunciò le collusioni mafiose nel suo partito, la Democrazia Cristiana. Per questo motivo è stato ucciso da Cosa nostra il 12 gennaio del 1988.

La sua figura mi ha sempre colpito per il suo coraggio, che lo ha portato a rischiare la vita pur di non tradire i principi di legalità e bene comune in cui credeva. Opporsi alla mafia all’interno della politica e della Palermo di quel tempo voleva dire, in molti casi, firmare la propria condanna a morte.


Basta leggere le sue dichiarazioni, rilasciate alla Commissione antimafia, per capire il valore di quest’uomo e come Cosa nostra inquinava la politica della città e la vita dei palermitani:

«Non sono un democristiano pentito, ma sono venuto qui per dire quello che penso della DC palermitana, degli affari, dei grandi appalti, di Ciancimino, dei perversi giochi che mi hanno costretto alle dimissioni dopo appena tre mesi».

E ancora: «Mi facevano trovare ogni mattina i mandati di pagamento sulla scrivania, confusi insieme alla posta ordinaria. Speravano che non me ne accorgessi, che firmassi quelle delibere insieme alle ricevute. Ogni delibera valeva decine di miliardi».