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Facebook decalogo fake newsMio articolo su l’Unità
Con questa schermata che vedete sulla sinistra Facebook avvisa i suoi utenti che si sta dando da fare per limitare la diffusione delle fake news e che nel frattempo ha predisposto una guida per aiutarli a capire “a cosa fare attenzione”. Un vero e proprio decalogo, scritto in collaborazione con laFondazione Mondo Digitale, in cui il popolare social network mette in guardia i membri della comunità, fornendo loro alcuni consigli utili come: non fidarsi dei titoli, guardare bene l’url, fare ricerche sulla fonte per accertarsi sulla sua attendibilità.
L’iniziativa è stata lanciata oggi non solo in Italia, ma anche in altri 13 Paesi. Si tratta del primo passo concreto compiuto dal colosso di Menlo Park contro il fenomeno delle bufale. “Sappiamo che le persone vogliono vedere su Facebook informazioni corrette e lo vogliamo anche noi”, sottolineaAdam Mosseri, vice presidente e responsabile del News Feed. “Le notizie false e le bufale – continua – sono pericolose per la nostra comunità e rendono il mondo un luogo meno informato”. “Tutti noi – spiega – abbiamo la responsabilità di frenarne la diffusione. Abbiamo lavorato consultandoci preventivamente con First Draft, un’associazione non profit dedicata a migliorare la capacità e la metodologia utilizzata per segnalare e condividere informazioni online”.

In Facebook, aggiunge Mosseri, “ci siamo concentrati su tre aree chiave:l’interruzione delle possibilità di guadagno, perché gran parte delle notizie false derivano dalla volontà di trarne profitto; sulla costruzione di nuovi prodotti per frenare la diffusione di notizie false e migliorare la diversità di informazione; e aiutare le persone a prendere decisioni più informatequando si trovano davanti a delle notizie false”.

“Rafforzare l’alfabetizzazione mediatica – conclude Mosseri – è una priorità globale, e noi dobbiamo fare la nostra parte per aiutare le persone a capire come prendere decisioni e su quali fonti poter fare affidamento. Le notizie false sono contrarie alla nostra missione di connettere le persone attraverso storie significative. Continueremo a lavorare su questo progetto e siamo consapevoli di avere molto altro lavoro da fare”.

Il problema è esploso negli Stati Uniti in occasione della campagna presidenziale che ha visto la vittoria di Donald Trump. In questi ultimi mesi anche in Europa si è acceso il dibattito sugli effetti che le notizie false hanno sull’opinione pubblica ed in particolare sulle campagne elettorali. Già neldicembre scorso Mark Zuckerberg aveva annunciato un marchio per bollare le bufale e un algoritmo per penalizzare la loro visualizzazione sul NewsFeed.

In molti Paesi sono stati presentati dai governi e da varie forze politiche dei provvedimenti ad hoc. In Germania proprio due giorni fa l’esecutivo di Berlino ha varato una legge, che prevede una multa da 50 milioni di euro per quelle piattaforme che non rimuovono tempestivamente i contenuti incriminati. Anche in Italia è stato presentato a febbraio un disegno di legge bipartisan a prima firma della senatrice di Ala, ex Movimento 5 Stelle, Adele Gambaro.

Insomma, dopo tanti proclami la battaglia alle bufale è cominciata sul serio.