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tramMio articolo pubblicato su diPalermo.it

Il tram a Palermo, oltre che un’importante opera per la mobilità sostenibile, è diventato un fenomeno sociologico davvero interessante. Da tempo, infatti, la realizzazione delle quattro linee tranviarie è diventata uno dei principali argomenti di discussione. Un tema capace di mettere in evidenza gli schemi sociali e culturali dei palermitani.

Senza avere la necessità di ricorrere ai concetti di “idealtipo” e di “stile di vita”, coniati dai sociologi Max Weber e Talcott Parsons, e osservando semplicemente quello che gli utenti scrivono sui social, è possibile delineare alcuni profili dei palermitani del nostro tempo. Della serie: dimmi cosa pensi sul tram e ti dirò chi sei. Passiamoli in rassegna.

C’è il famoso nemico della contentezza, quello che non riesce a gioire di nulla, un evergreen che attraversa i periodi storici e i contesti sociali. È sempre esistito e, probabilmente, sempre esisterà. La sua opinione sul tram può essere così riassunta: “Il tram, il tram. Boh, mi pare un mezzo di trasporto antico”.

C’è il critico petulante, quello che finisce ogni frase con i “ma” e “però”: “Non c’è dubbio che il tram sia una cosa buona per Palermo, ma di sicuro non andava fatto in questo modo. Le linee collegano solo alcune zone della città, però sarebbe stato meglio collegarne altre”. Dalle cose che dice pensi che a parlare sia un urbanista o comunque un esperto di trasporti, e invece si tratta di una persona che magari non ha mai preso un autobus dell’Amat in vita sua.

A seguire il contestatore. Anche lui in linea di principio non è contrario al tram, ma ci sono delle cose che proprio non gli vanno giù. A differenza del critico petulante, il contestatore non si limita ad esprimere il proprio dissenso, ma passa all’azione proponendo a tutti i cittadini indignati come lui di costituirsi in un comitato civico per chiedere, ad esempio, che il tram non sia finanziato con gli introiti derivanti dalla Ztl.

All’opposto troviamo l’attivista. Si tratta del cittadino impegnato, che vuole dare il proprio contributo alla realizzazione di un’opera che migliorerà la qualità della vita della città in cui vive. Il suo è un atteggiamento che gli studiosi definirebbero “proattivo”, ovvero orientato all’ottenimento del risultato. Di solito si organizza in gruppo con altri attivisti, dedicando gratuitamente il proprio tempo e le proprie energie alla causa, per perseguire il bene comune.

Ancora più all’estremo c’è l’illuso. Per lui il tram rappresenta un trampolino di lancio verso la tanta agognata civiltà. È animato da un entusiasmo oggettivamente spropositato. In alcuni casi può essere anche un attivista. La sua frase preferita è “con il tram Palermo diventa, finalmente, una città europea”. Col tempo capirà che non è soltanto la realizzazione di un’opera, seppur importante come il tram, a portare una città difficile e complessa come Palermo ai livelli di vivibilità di una città come Barcellona, tanto per fare un paragone che va per la maggiore.

Una menzione speciale merita l’oppositore politico che presenzia alle inaugurazioni. Nel caso di specie ha fatto le barricate contro il tram, adducendo tutte le motivazioni possibili e immaginabili per sostenere una posizione politica, la sua, difficile da giustificare. Paradossalmente anche lui, in linea di principio, non è contrario al tram, ma in quanto oppositore preferisce rimanere fedele al suo ruolo. Dall’oppositore ti aspetteresti, quindi, che disertasse l’inaugurazione del tram. E invece lo vedi lì in prima fila, con un sorriso Mentadent a 32 denti, dichiarare alla stampa “oggi è una giornata storica per Palermo”.

C’è, poi, il benaltrista, ovvero colui che pensa che ci sia sempre qualcos’altro di più importante da fare. Se si parla di mobilità il benaltrista dirà che la priorità di Palermo è la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade, e viceversa. Di solito si limita a elencare in ordine di importanza i punti dell’agenda politica. In alcuni casi propone anche soluzioni, come ad esempio, la raccolta differenziata.

Chiude l’elenco il cittadino comune. Diciamo subito che ha salutato con favore l’arrivo del tram a Palermo. Lo considera un mezzo più efficiente dell’autobus sulla base di due semplici considerazioni: è puntuale e non inquina. Il tram rispetto all’autobus dovrebbe camminare su corsie dedicate e delimitate da transenne per impedire di essere rallentato dal traffico. E, inoltre, essendo un mezzo a trazione elettrica non emette gas di scarico in città.

È proprio sul cittadino comune, una categoria a cui tutti noi apparteniamo, che si misurerà la portata civile e culturale del tram a Palermo. Se saremo capaci di lasciare la nostra cara e comoda automobile parcheggiata sotto casa e prendere il tram per spostarci da una parte all’altra della città, viaggiando seduti o in piedi, vuol dire che il tram non solo ha migliorato la qualità della vita ai palermitani ma anche il loro senso civico. Viceversa rimarrebbe l’emblema di una città irredimibile.