FacebookTwitterGoogle+LinkedInCondividi

cyberbullismo (1)Mio articolo su l’Unità

Educazione e prevenzione. Sono questi i due principi-cardine su cui ruota il testo del disegno di legge per combattere il cyberbullismo, a prima firma della senatrice democratica Elena Ferrara, che è stato approvato oggi dal Senato con 224 voti a favore, un contrario e 6 astenuti. I senatori hanno modificato il ddl giunto alla terza lettura, rafforzando l’approccio educativo e recuperando lo spirito originario del provvedimento, che nei vari passaggi parlamentari era stato sbilanciato sul piano repressivo. Adesso il testo passa alla Camera, probabilmente per l’approvazione definitiva.

Della necessità di una legge ad hoc si parla da tempo. Il bullismo, tradizionalmente conosciuto, con la diffusione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha assunto risvolti ancora più preoccupanti. Emblematici sono i tanti casi di cronaca di questi ultimi tempi che raccontano di giovani vittime devastate dal punto di vista psicofisico o addirittura che hanno compiuto il gesto estremo del suicidio. La stessa senatrice Ferrara, docente di musica, ha vissuto direttamente la tragedia di una sua studentessa, Carolina Picchio, toltasi la vita all’età di 14 anni. La legge è dedicata a lei.
“Il 50% dei ragazzi che subisce fenomeni di cyberbullismo pensa di suicidarsi – spiega la senatrice Ferrara – mentre l’11% cerca di farlo. Sono dati drammatici, che sintetizzano le ragioni che ci confermano l’importanza di approvare un disegno di legge come quello in discussione”.

Ovviamente non si parte da zero. Anche se fino ad oggi non esiste un quadro normativo di riferimento, nel corso degli anni sono state sviluppate importanti esperienze, nate soprattutto nel mondo della scuola, come il Safer Internet Day, il programma Generazioni Connesse o il Piano nazionale antibullismo. Ed è proprio sulla formazione che bisogna fare leva.

Per l’autrice della legge non è la repressione la via da percorrere per arginare il fenomeno. Spesso i “carnefici” non hanno assolutamente coscienza delle possibili conseguenze dei loro gesti. E’ necessario investire sull’educazione, per far maturare in loro il senso della responsabilità dei loro comportamenti e il valore del rispetto degli altri.
Come ha spiegato il relatore del ddl, il senatore Francesco Palermo, durante la discussione generale in Aula, “c’è già la sanzione penale per gran parte dei comportamenti di bullismo. Quello che manca è un provvedimento mirato agli adolescenti in ambito scolastico”. Per questo in Commissione il testo è stato modificato per tornare “all’impostazione originaria: via gli elementi repressivi penali; via gli elementi relativi al bullismo in generale; ritorno al fenomeno scolastico educativo limitato ai minori e alle fattispecie di bullismo concentrate sulla rete”.
Frontespizio ddl cyberbullismoMa cosa prevede nello specifico il disegno di legge sul cyberbullismo?

I provvedimenti

L’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato personale del minore, diffuso in internet. L’istanza può essere inoltrata dal minore che abbia compito almeno 14 anni o dai genitori al titolare del trattamento dei dati o al gestore del sito internet o del social media. La richiesta può riguardare anche quei contenuti che apparentemente non configurino ipotesi di reato. I responsabili o i titolari sono tenuti a comunicare la presa in carico dell’istanza entro le 24 ore dalla sua ricezione e a provvedere alla richiesta entro le 48 ore. In caso contrario il richiedente potrà rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali che dovrà provvedere entro i successivi due giorni.
L’ammonimento, prima dell’eventuale querela o denuncia, del minorenne di età superiore ai 14 anni responsabile di condotte illecite. A tal proposito il questore convoca il minore, unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la potestà genitoriale, per comunicarli il provvedimento che ha carattere di avvertimento.
Ad un Comitato di monitoraggio è assegnato il compito di identificare procedure e formati standard a cui devono attenersi gli operatori per le istanze di oscuramento, rimozione o blocco. Al Comitato spetterà anche il compito di aggiornare periodicamente, sulla base delle evoluzioni tecnologiche e dei dati raccolti dal Tavolo tecnico, la tipologia dei soggetti ai quali è possibile inoltrare le medesime istanze.

Il Tavolo tecnico

L’istituzione di un Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Del Tavolo fanno parte rappresentanti istituzionali, del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, del Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori, del Garante per la protezione dei dati personali, degli operatori che forniscono servizi di social networking e degli altri operatori della rete internet, delle associazioni studentesche e dei genitori, delle associazioni attive nel contrasto del bullismo e del cyberbullismo.
Il Tavolo dovrà elaborare una Relazione sugli esiti delle attività svolte dal Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo. La Relazione sarà presentata alle Camere entro il 31 dicembre di ogni anno dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Il Piano di azione integrato

Il Tavolo tecnico redige, inoltre, un Piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo e realizza un sistema di raccolta di dati finalizzato al monitoraggio dell’evoluzione dei fenomeni. Il Piano è integrato con il Codice di coregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, a cui devono attenersi gli operatori che forniscono servizi di social networking e gli altri operatori della rete internet.
Nel Piano rientrano la realizzazione di Campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione sul fenomeno del cyberbullismo, da veicolare attraverso i principali media, nonché gli organi di comunicazione e di stampa e di soggetti privati.

Il ruolo centrale della scuola

L’adozione di linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale. Tali linee includono la formazione del personale scolastico, prevedendo la partecipazione di un proprio referente per ogni autonomia scolastica; la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’istituto scolastico in attività di peer education; la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti.
Ogni istituto scolastico dovrà individuare un docente referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia, nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.
Gli Uffici scolastici regionali sono invitati a pubblicare bandi per il finanziamento di progetti di particolare interesse elaborati da reti di scuole, al fine di favorire nei ragazzi comportamenti di salvaguardia e di contrasto, agevolando e valorizzando il coinvolgimento di ogni altra istituzione competente, ente o associazione, operante a livello nazionale o territoriale, nell’ambito delle attività di formazione e sensibilizzazione.
Anche le singole istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell’ambito della propria autonomia e nell’ambito delle risorse disponibili, promuoveranno l’educazione all’uso consapevole della rete internet e ai diritti e doveri connessi all’utilizzo delle tecnologie informatiche, quale elemento trasversale alle diverse discipline curricolari, anche mediante la realizzazione di apposite attività progettuali o di progetti elaborati in rete.
I regolamenti delle istituzioni scolastiche e del patto educativo di corresponsabilità dovranno essere integrati con specifici riferimenti a condotte di cyberbullismo e relative sanzioni disciplinari commisurate alla gravità degli atti compiuti.

Le risorse disponibili

Un sistema istituzionale ed un programma di attività che però può contare su una quantità davvero esigua di fondi. Le risorse individuate dalla normativa per lo svolgimento delle suddette iniziative, infatti ammontano a solo 250 mila euro all’anno.