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	<title>Il blog di Matteo Scirè</title>
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		<title>I Maggio, l&#8217;Italia torni ad essere un Paese di lavoratori</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 10:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa vuol dire festeggiare il primo maggio per un ex operaio della Fiat di Termini Imerese che qualche mese fa ha perso il proprio posto di lavoro, mentre colui che ha deciso di chiudere lo stabilimento siciliano guadagna 400 volte tanto il suo stipendio? O per un giovane laureato che dopo anni di studio non riesce a trovare un’occupazione, mentre un vecchietto che fino a qualche tempo fa si divertiva a fare il Presidente del Consiglio regalava ad una ragazzina[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="internal-source-marker_0.4616259536705911"> </span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/05/lavoratori.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1500" style="margin: 5px;" title="lavoratori" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/05/lavoratori-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a><span style="color: #000000;">Cosa vuol dire festeggiare il primo maggio per un ex operaio della Fiat di Termini Imerese</span></strong><span style="color: #000000;"> che qualche mese fa ha perso il proprio posto di lavoro, mentre colui che ha deciso di chiudere lo stabilimento siciliano guadagna 400 volte tanto il suo stipendio?<br />
<strong>O per un giovane laureato</strong> che dopo anni di studio non riesce a trovare un’occupazione, mentre un vecchietto che fino a qualche tempo fa si divertiva a fare il Presidente del Consiglio regalava ad una ragazzina spregiudicata 47 mila euro a settimana?<br />
<strong>O ancora per un quarantenne precario</strong> che con 800 euro al mese deve pagare le spese della casa e mandare i figli a scuola, mentre un ex ministro del governo precedente riceveva a sua insaputa un appartamento con vista Colosseo?<br />
<strong>E per la famiglia di quell’imprenditore schiacciato dai debiti</strong>, che per la vergogna ha deciso di togliersi la vita, cosa vuol dire il primo maggio, mentre ci sono speculatori che grazie ai capitali scudati trascorrono le giornate tra ristoranti e yacht di lusso?</span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><span style="color: #000000;"><strong>Quali lavoratori festeggiare, i primi o i secondi?</strong> Quelli che ogni giorno si rompono la schiena per mandare avanti questo Paese o quelli che godono di rendite e privilegi?<br />
Domande, ahi noi, retoriche. <strong>Sappiamo benissimo che l’Italia di oggi, purtroppo, è un Paese per furbi.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><span style="color: #000000;"><strong>Ecco perché l’unico modo di celebrare il I° maggio non può che partire dalla presa di coscienza della condizione dei lavoratori e da un impegno civile che veda tutti noi impegnati contro le ingiustizie, per l’affermazione dei diritti e delle libertà delle persone.</strong> Questo è possibile: scegliendo col proprio voto quelle forze politiche che tutelano e promuovono il lavoro, quale fattore di promozione della dignità della persona e sviluppo della comunità; con il consumo critico, ovvero acquistando i prodotti di quelle aziende che rispettano i diritti e la dignità dei lavoratori; denunciando situazioni di sfruttamento e schiavitù.</span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong><span style="color: #000000;">L’Italia deve finalmente tornare ad essere un Paese per persone oneste, di lavoratori, dove vengano premiati l’impegno ed il merito.</span></strong></p>
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		<title>Peggiora la situazione dell&#8217;infanzia</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 22:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
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		<description><![CDATA[“La situazione generale dell’infanzia sta peggiorando negli ultimi tempi”. A dirlo è il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora, nella prima Relazione annuale dell’Autorità, che sottolinea l’aumento dei rischi di emarginazione ed esclusione sociale a cui sono soggetti i minori. Le difficoltà economiche in cui versa un numero sempre maggiore di famiglie alle prese con la crisi e la scarsa abilità di genitori lasciati soli nella gestione dei fori educativi tecnologici sono le principali cause che stanno alla base[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="internal-source-marker_0.5732365034054965"> </span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/04/bambini3604_img.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1490" style="margin: 5px;" title="bambini3604_img" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/04/bambini3604_img-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>“La situazione generale dell’infanzia sta peggiorando negli ultimi tempi”.</strong> A dirlo è il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora, nella prima Relazione annuale dell’Autorità, che sottolinea l’aumento dei rischi di emarginazione ed esclusione sociale a cui sono soggetti i minori.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Le difficoltà economiche in cui versa un numero sempre maggiore di famiglie alle prese con la crisi e la scarsa abilità di genitori lasciati soli nella gestione dei fori educativi tecnologici sono le principali cause che stanno alla base del problema.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>L’Italia è il Paese con il tasso di povertà relativa più elevato tra i Paesi Ocse.</strong> Il 15% dei minori italiani vive in famiglie con un reddito inferiore al reddito medio nazionale. In termini assoluti, secondo i dati Istat, sono 1 milione e 876 mila i bambini e gli adolescenti che vivono in famiglie povere e 653 mila in condizioni di assoluta povertà. Si tratta, quindi, di minori che non possono avere quelle risorse materiali e quei servizi spesso indispensabili. Alle rinunce materiali si aggiungono, poi, le tensioni familiari e il malessere sociale che sono costretti a subìre.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>I minori di oggi sono anche i cosiddetti “nativi digitali”, ovvero coloro che sono nati nella società dei computer, di internet, dei social network e dei videogame. </strong>Strumenti con i quali i bambini e gli adolescenti trascorrono gran parte della loro giornata e a cui spesso i genitori affidano i loro figli con troppa disinvoltura. L’uso esagerato ed inappropriato di queste tecnologie può comportare dei disturbi nel processo di socializzazione e di crescita della persona.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Ecco perchè in Italia c’è bisogno di politiche attive per l’infanzia e l’adolescenza che agiscano a 360 gradi</strong> sul piano economico, del sostegno alla famiglia, e sul piano educativo, da promuovere in rete con il Terzo settore, il mondo della scuola del volontariaro dell’associazionismo. Le nuove generazioni hanno bisogno dei luoghi e dei momenti della socialità, della formazione alla convivenza civile e al bene comune, della competenza, del protagonismo sociale, dello sviluppo sano e positivo della persona e della comunità.</p>
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		<title>L&#8217;educazione contro la rassegnazione e l&#8217;atipolitica</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 10:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[partiti]]></category>
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		<description><![CDATA[L’incessante susseguirsi di scandali che periodicamente coinvolgono esponenti delle istituzioni e dell’amministrazione dello Stato sta mettendo a dura prova la fiducia dei cittadini nei confronti della politica. E’ davvero difficile continuare a credere nell’importanza della politica, quale servizio all’interesse generale e al bene comune, quando il racconto della vita pubblica del nostro Paese è scandito da storie di malgoverno, ruberie, malaffare e privilegi. Nulla di nuovo rispetto al passato, malgoverno e ruberie hanno sempre attraversato tutte le epoche storiche e[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="internal-source-marker_0.07508134399540722"> </span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/04/politica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1484" style="margin: 5px;" title="politica" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/04/politica.jpg" alt="" width="250" height="286" /></a>L’incessante susseguirsi di scandali che periodicamente coinvolgono esponenti delle istituzioni e dell’amministrazione dello Stato sta mettendo a dura prova la fiducia dei cittadini nei confronti della politica. </strong>E’ davvero difficile continuare a credere nell’importanza della politica, quale servizio all’interesse generale e al bene comune, quando il racconto della vita pubblica del nostro Paese è scandito da storie di malgoverno, ruberie, malaffare e privilegi.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Nulla di nuovo rispetto al passato</strong>, malgoverno e ruberie hanno sempre attraversato tutte le epoche storiche e soprattutto in alcuni periodi hanno fatto il paio con la volgarità e la sfacciataggine di chi in virtù della legittimazione popolare si sentiva in diritto di poter fare tutto, anche piegare la legge e tradire la democrazia. Si è dato in tal modo  rappresentanza alla parte peggiore della società italiana: all’Italia dei furbi, all’italia delle caste e delle cricche di potere che nell’esempio dei politici disonesti ha trovato nuova linfa per vivere e contaminare le fondamenta culturali e sociali della civile convivenza e del bene comune.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Al degrado etico e culturale la parte sana del Paese non ha saputo reagire nel modo adeguato. </strong>Molti sono caduti nella spirale dell’indifferenza, altri nella morsa dell’antipolitica. Provate a parlare di politica alle persone che conoscete, le risposte che riceverete saranno del tipo “a me non interessa”, “i partiti  sono tutti uguali”, “la politica fa schifo” … . Sono le risposte dell’imprenditore che ha chiuso la fabbrica, dell’operaio che ha perso il posto di lavoro, del giovane laureato che non riesce a trovare un’occupazione, del pensionato che non arriva alla fine del mese.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Oggi che l’Italia ha toccato il fondo e la politica ha fatto un passo indietro per evitare il disastro e dare alle istituzioni la possibilità di riacquistare un po’ di credibilità, il pericolo che la rassegnazione o l’antipolitica prendano il sopravvento è paradossalmente maggiore. </strong>In un momento in cui ai cittadini si chiedono enormi sacrifici per evitare il disastro, si continuare ad assistere alle malefatte di quella stessa classe dirigente che ha danneggiato il Paese e non solo vanifica il lavoro di risanamento economico e morale avviato in questi mesi, ma rafforza l’idea per cui “non cambia nulla” e la “politica è una cosa sporca” dalla quale e meglio stare lontani.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Ma così facendo i furbi e i disonesti avranno sempre gioco facile e potranno continuare a determinare le sorti delle nostre comunità.</strong> Ecco perchè la risposta alla crisi della politica in Italia non può essere nè la rassegnazione, nè l’antipolitica, che della crisi sono allo stesso tempo causa ed effetto. Bisogna rompere questo meccanismo perverso consolidatosi nel corso degli anni e che impedisce il buon funzionamento della vita democratica e civile del Paese. Attendere che la politica risolva il problema è una sciocca speranza, l’istinto di autoconservazione prevale su tutto.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Il cambiamento non può che partire dalla società, dalla promozione della partecipazione alla vita democratica del Paese, del bene comune, dell’impegno civile.</strong> Serve, infatti, un forte investimento educativo e culturale che formi una nuova classe dirigente in grado di restituire crediblità alle istituzioni e alla politica. La parte sana della società ha il dovere di fare il massimo sforzo, è questo il momento in cui bisogna ricostruire il tessuto civile della società italiana.</p>
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		<title>I somari del buon senso</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 16:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È mai possibile che si debba sprecare tempo e denaro con denunce e processi perché un insegnante ha dato del somaro ad un suo alunno? Ebbene sì. Il fatto oggetto della controversia accade nella locale scuola media di Castel di Judica, piccolo centro in provincia di Catania, e risale allo scorso anno scolastico quando nel corso di una lezione l’insegnante pone delle domande ai suoi alunni e corregge la risposta di uno di loro. Lo studente, pensando di avere ragione,[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="internal-source-marker_0.6749851778149605"> </span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/Somari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1477" style="margin: 5px;" title="Somari" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/Somari-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>È mai possibile che si debba sprecare tempo e denaro con denunce e processi perché un insegnante ha dato del somaro ad un suo alunno? Ebbene sì.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il fatto oggetto della controversia accade nella locale <strong>scuola media</strong> di Castel di Judica, piccolo centro in provincia di <strong>Catania</strong>, e risale allo scorso anno scolastico quando nel corso di una lezione l’<strong>insegnante</strong> pone delle domande ai suoi alunni e corregge la risposta di uno di loro. Lo <strong>studente</strong>, pensando di avere ragione, ribadisce la propria risposta suscitando la reazione del professore che lo apostrofa con le seguenti parole: <strong>“asino, sei un somaro”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il ragazzo torna a casa, racconta tutto ai <strong>genitori </strong>che il giorno successivo si recano a scuola per discutere la vicenda. Quello che doveva essere un incontro chiarificatore si trasforma in uno scontro verbale con tanto di denunce dell’insegnate nei confronti dei genitori, per ingiurie, e dei genitori nei confronti dell’insegnante, per abuso di potere.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Fallito il chiarimento, le due parti hanno pensato bene di scomodare un <strong>giudice </strong>per risolvere una questione che avrebbe potuto essere risolta benissimo in altri modi. Fermo restando che l’insegnante abbia potuto utilizzare parole e toni tali da urtare la sensibilità del ragazzo, quello che è davvero assurdo è<strong> la reazione degli adulti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Qualsiasi adulto dotato di buon senso avrebbe agito diversamente: l’insegnante non avrebbe dovuto mettere in imbarazzo un ragazzo di fronte ai suoi compagni di scuola; i genitori avrebbero potuto sdrammatizzare l’accaduto; il dirigente scolastico dell’istituto avrebbe potuto prendere in mano la situazione ed evitare che si toccasse il ridicolo.<br />
Non a caso<strong> il pubblico ministero </strong>aveva chiesto l&#8217;archiviazione del caso, ma il giudice per l&#8217;udienza preliminare ha deciso qualche giorno fa di mandare avanti il procedimento.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Così gli adulti hanno trasformato un episodio scolastico in un caso giudiziario che di certo non servirà a risolvere l&#8217;unico vero problema della questione, ovvero la qualità della <strong>relazione educativa</strong> tra l&#8217;insegnante e l&#8217;alunno.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Viene da chiedersi: chi sono i veri somari?</p>
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		<title>Orlando si candida per la sua smania di protagonismo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 13:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[leoluca orlando]]></category>
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		<description><![CDATA[Leoluca Orlando non si candida a guidare la città di Palermo, bensì a spaccare il centrosinistra per la sua smania di protagonismo. Sia chiaro: a lui della città non interessa proprio nulla. Lo ha dimostrato in tutti questi anni di totale assenza. Orlando si ricorda di Palermo soltanto in occasione delle elezioni, pronto ad abbandonare Palermo all’indomani di ogni sconfitta elettorale. Dove è stato dopo aver perso le elezioni regionali contro Totò Cuffaro? Dove è stato dopo aver perso le[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="internal-source-marker_0.28487248928286135"> </span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/ferrandelli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1467" style="margin: 5px;" title="ferrandelli" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/ferrandelli.jpg" alt="" width="299" height="200" /></a>Leoluca Orlando non si candida a guidare la città di Palermo, bensì a spaccare il centrosinistra per la sua smania di protagonismo.</strong> Sia chiaro: a lui della città non interessa proprio nulla. Lo ha dimostrato in tutti questi anni di totale assenza. Orlando si ricorda di Palermo soltanto in occasione delle elezioni, pronto ad abbandonare Palermo all’indomani di ogni sconfitta elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Dove è stato dopo aver perso le elezioni regionali contro Totò Cuffaro? Dove è stato dopo aver perso le elezioni comunali contro Diego Cammarata?</strong> Non lo abbiamo visto nè in giro per la Sicilia, nè in giro per Palermo. Non lo abbiamo visto nelle città e nei comuni siciliani al fianco degli amministratori locali, non lo abbiamo visto nei quartieri al fianco della gente.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>I palermitani hanno scelto chi da anni lavora dentro il Comune e nel territorio, con le associazioni e i cittadini, per affrontare i problemi della città.</strong> Fabrizio Ferrandelli è un giovane capace, con competenza ed esperienza amministrativa. Ha una visione moderna e innovativa della città. Di una Palermo città del sole, che monta sui tetti degli edifici comunali pannelli fotovoltaici per abbattere la bolletta energetica del Comune e per ridurre l’inquinamento ambientale. Di una Palermo città del mare che recupera i suoi 24 chilometri di costa per riscoprire le spiagge, valorizzare il porto a fini turistico-commerciali. Di una Palermo città civile, che effettua la raccolta differenziata, dota i quartieri di asili nido, ludoteche, parchi, servizi per il cittadino. Sono queste le ragioni per cui il popolo delle primarie ha scelto Fabrizio Ferrandelli.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Orlando si candida perchè i suoi piani sono falliti, ma è meschino rinnegare le primarie, tradire il patto di coalizione ed ostacolare Fabrizio Ferrandelli.</strong> Ci aveva provato già prima, quando decise di espellerlo dall’Idv solo perchè aveva osato candidarsi senza il suo permesso.<br />
Leoluca Orlando si sta assumendo la gravissima responsabilità di indebolire il centrosinistra e di favorire il centrodestra, ma sono convinto che i cittadini sapranno valutare e fare la scelta giusta.</p>
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		<title>Attia rammi i picciuli pu cafè</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 10:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[estorsione venditore di rose]]></category>
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		<description><![CDATA[“Attia, rammi i picciuli pu cafè”. Con queste parole, verosimilmente, un giovanissimo venditore di rose di Palermo veniva minacciato ogni giorno da un parcheggiatore abusivo, quando si trovava ad attraversare la zona controllata da quest’ultimo. Una vera e propria estorsione, che nella tradizione mafiosa viene imposta tre volte all’anno, per Pasqua, per Ferragosto e a Natale, mentre in questo caso era quotidiana. Attraverso l’intimidazione e a volte anche la violenza il ragazzino, di etnia tamil, veniva costretto a consegnare una[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="internal-source-marker_0.9426695262081921"> </span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/Venditore_rose.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1462" style="margin: 5px;" title="Venditore_rose" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/Venditore_rose-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>“Attia, rammi i picciuli pu cafè”. Con queste parole, verosimilmente, un giovanissimo venditore di rose di Palermo veniva minacciato ogni giorno da un parcheggiatore abusivo, quando si trovava ad attraversare la zona controllata da quest’ultimo.</strong><br />
Una vera e propria estorsione, che nella tradizione mafiosa viene imposta tre volte all’anno, per Pasqua, per Ferragosto e a Natale, mentre in questo caso era quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Attraverso l’intimidazione e a volte anche la violenza il ragazzino, di etnia tamil, veniva costretto a consegnare una parte del denaro faticosamente guadagnato vendendo rose in giro per le strade e nei locali della movida palermitana.</strong><br />
L’estorsione è durata per diverso tempo, fino a quando un giorno, durante un pestaggio, alcuni passanti hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno arrestato l’uomo in flagranza di reato.<br />
Qualche giorno fa la condanna del posteggiatore a quattro anni e quattro mesi.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Si tratta di una storia limite che evidenzia le maledizioni di una città attraversata da un profondo degrado economico, sociale e culturale.</strong> Da tempo Palermo è abbandonata è abbandonata a se stessa; Palermo alla stregua di molte realtà del Mezzogiorno soffre il dramma della disoccupazione e della disperazione in cui versano molte famiglie; i quartieri sono privi dei servizi più elementari; la scuola non riesce più a svolgere quell’importante ruolo formativo ed educativo perchè a corto di fondi; i servizi sociali ed il Terzo settore fanno ciò che possono.<br />
In questo contesto un uomo senza scrupoli, che tenta di sbarcare il lunario chiedendo soldi agli automobilisti in cerca di parcheggio, diventa per qualche spicciolo il carnefice di un bambino costretto a vendere rose per sopravvivere. Due destini segnati da una situazione di marginalità e povertà dove la cultura della sopraffazione e dell’ingiustizia ha il sopravvento sui più deboli e gli indifesi.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>La sentenza di condanna ha sicuramente il merito di non far passare impunito l’autore di un reato così ignobile, ma sicuramente non può essere l’unica risposta, perchè non affronta la devianza e la fragilità sociale nè del ragazzino vittima, nè dell’uomo carnefice.</strong> Le istituzioni e la società civile organizzata devono interrogarsi per capire quali soluzioni mettere in campo contro la povertà, l’emarginazione e la violenza. Finanziare il tempo pieno nelle scuole o costruire un asilo nido per togliere i bambini dalle strade, realizzare luoghi di aggregazione e animazione sociale, aiutare le famiglie in difficoltà, sostenere le associazioni che nei quartieri lavorano per l’affermazione dei diritti … sono le strade da percorrere nella direzione della civile convivenza e del bene comune.</p>
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		<title>XVII Giornata della memoria e dell&#8217;impegno antimafia. La figura e l&#8217;esempio di Placido Rizzotto</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 09:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[funerali di stato]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi il popolo antimafia si ritrova a Genova per celebrare la XVII “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. Come ogni anno, in vista del 21 marzo, giovani, adulti, studenti, lavoratori, volontari, esponenti del mondo della società civile, della politica e delle istituzioni … si ritrovano per ribadire e rinnovare le ragioni dell’impegno contro le mafie e la cultura mafiosa, in memoria di chi per combattere le ingiustizie e per difendere i diritti ha pagato con[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="internal-source-marker_0.9045626977458596"> </span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/movimento-antimafia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1454" style="margin: 5px;" title="XVI Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vitti" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/movimento-antimafia-300x151.jpg" alt="" width="300" height="151" /></a>Oggi il popolo antimafia si ritrova a Genova per celebrare la XVII “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.</strong> Come ogni anno, in vista del 21 marzo, giovani, adulti, studenti, lavoratori, volontari, esponenti del mondo della società civile, della politica e delle istituzioni … si ritrovano per ribadire e rinnovare le ragioni dell’impegno contro le mafie e la cultura mafiosa, in memoria di chi per combattere le ingiustizie e per difendere i diritti ha pagato con la propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Quest’anno la giornata assume un valore particolare perchè proprio ieri il Consiglio dei ministri ha deliberato i funerali di Stato per Placido Rizzotto, il sindacalista siciliano della Cgil ed esponente locale del Partito socialista assassinato da Cosa nostra nel 1948.</strong> Il giovane Rizzotto aveva osato mettere in discussione il controllo delle terre e lo sfruttamento dei braccianti da parte di Cosa nostra.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Quando fu ucciso, la sera del 10 marzo del 1948, aveva solo 34 anni.</strong> I mafiosi ne occultarono il cadavere in una foiba delle campagne di Corleone per cancellarne anche la memoria, ma non ci riuscirono perchè la sua testimonianza è diventata un patrimonio valoriale per tante persone, grazie a chi in questi anni ha raccontato la sua storia.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Il capitano dei carabinieri, Carlo Alberto Dalla Chiesa, che allora conduceva le indagini non riuscì a trovare il corpo, nonostante avesse scoperto alcune tracce del sindacalista.</strong> Nel settembre del 2009 vengono rinvenuti dei resti in una delle foibe di Rocca Busambra. L’esame del dna e la comparazione con quello di un suo familiare confermano che i resti appartengono a Placido Rizzotto.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>La notizia spinge spontaneamente ad  un appello per i funerali di Stato, che il governo decide di accogliere riconoscendo il valore di un eroe civile che ha incarnato i principi della giustizia e della libertà.</strong> Finalmente dopo 64 anni Placido Rizzotto avrà una tomba dove riposare ed il popolo antimafia un posto in più dove poter piantare un seme di legalità da far sbocciare nel primo giorno di primavera e da coltivare quotidianamente con la memoria e l&#8217;impegno.</p>
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		<title>I Kamikaze delle primarie di Palermo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 10:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se i kamikaze giapponesi decidevano di farsi esplodere per la patria, a Palermo i Kamikaze delle primarie decidono di farsi esplodere per dimostrare di esistere. Non importa se questo vuol dire trasgredire le regole che gli stessi kamikaze si erano dati, ignorare i riconteggi da loro richiesti, non rispettare i pronunciamenti degli organismi di controllo e quindi disconoscere l&#8217;esito finale delle primarie del 4 marzo scorso, che hanno visto la vittoria di Fabrizio Ferrandelli. Per i Kamikaze delle primarie di[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/kamikaze-primarie.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1432" style="margin: 5px;" title="kamikaze-primarie" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/kamikaze-primarie-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a>Se i kamikaze giapponesi decidevano di farsi esplodere per la patria, a Palermo i Kamikaze delle primarie decidono di farsi esplodere per dimostrare di esistere.</strong> Non importa se questo vuol dire trasgredire le regole che gli stessi kamikaze si erano dati, ignorare i riconteggi da loro richiesti, non rispettare i pronunciamenti degli organismi di controllo e quindi disconoscere l&#8217;esito finale delle primarie del 4 marzo scorso, che hanno visto la vittoria di Fabrizio Ferrandelli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Per i Kamikaze delle primarie di Palermo l&#8217;importante è occupare il centro della scena senza che nessuno possa fargli ombra.</strong> Per scagliarsi contro l&#8217;obiettivo usano le armi di sempre: la loro presunta superiorità etico-morale, l&#8217;insinuazione del dubbio e del sospetto, la delegittimazione sistematica di chiunque possa intralciare il loro cammino. Fa buon gioco una guida del tutto ambigua e inadeguata del Partito democratico, l&#8217;unico partito che abbia un peso specifico elettorale che gli possa consentire di guidare il centrosinistra e che invece si lascia ricattare proprio dai Kamikaze.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Non importa se così facendo si spacca il centrosinistra e si indebolisce la coalizione.</strong> Ai Kamikaze nostrani non interessa vincere le elezioni, scongiurare l&#8217;ennesimo governo del centrodestra e proporre un nuovo progetto per far crescere la città: migliorare la mobilità con un sistema intermodale di trasporto pubblico basato sulla metropolitana, sul tram, sui bus ecologici, piste ciclabili; aumentare e migliorare l&#8217;offerta dei servizi formativi ed educativi con la costruzione di asili nido, ludoteche, centri ricreativo-culturali; riqualificare i quartieri con spazi verdi; rilanciare il turismo recuperando lo straordinario patrimonio artistico, il centro storico, la costa, valorizzando il porto con spazi commerciali; promuovere le imprese ed il lavoro vero con sgravi e incentivi; semplificare la pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Loro, abituati ad abbandonare Palermo all&#8217;indomani di ogni sconfitta elettorale, non sanno cosa voglia dire guidare nel traffico e rimanere per ore bloccati prima di arrivare a lavoro.</strong> Loro, abituati a frequentare i salotti dorati della &#8220;società bene&#8221;, sono lontani dai problemi dei cittadini costretti a vivere in quartieri sporchi, spesso privi di illuminazione ed altri servizi di pubblica utilità. Loro, abili inventori del precariato a scopi elettorali, non sono in grado di  capire il dramma delle tante famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;unica cosa che gli interessa è fare il botto, mandare in frantumi il centrosinistra, anche a costo di perdere le elezioni, per far vedere agli altri che esistono.</strong></p>
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		<title>Il valore dell&#8217;unità per vincere le elezioni a Palermo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 00:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adesso che il Comitato dei garanti ha convalidato il voto delle primarie dello scorso 4 marzo nel capoluogo siciliano la domanda è d&#8217;obbligo: il centrosinistra palermitano riuscirà a ricompattarsi attorno al nome di Fabrizio Ferrandelli per vincere le elezioni, quelle vere che si terranno il 6 e il 7 maggio prossimo? E&#8217; questo l&#8217;auspicio della base, di chi milita e frequenta i circoli dei partiti, di chi ogni giorno lavora nei quartieri perchè crede davvero nella politica. La litigiosità interna[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/primarie-palermo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1420" style="margin: 5px;" title="primarie palermo" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/03/primarie-palermo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Adesso che il Comitato dei garanti ha convalidato il voto delle primarie dello scorso 4 marzo nel capoluogo siciliano la domanda è d&#8217;obbligo: <strong>il centrosinistra palermitano riuscirà a ricompattarsi attorno al nome di Fabrizio Ferrandelli per vincere le elezioni, quelle vere che si terranno il 6 e il 7 maggio prossimo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questo l&#8217;auspicio della base, di chi milita e frequenta i circoli dei partiti, di chi ogni giorno lavora nei quartieri perchè crede davvero nella politica.<br />
<strong> La litigiosità interna è il tallone d&#8217;Achille che ha spesso segnato le avventure di governo del centrosinistra, se non prima l&#8217;esito delle consultazioni elettorali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La coesione della coalizione ha un valore importante, non tanto per la portata elettorale delle singole forze politiche in questione, quanto sul piano simbolico, perchè l&#8217;unità comunica ai cittadini sicurezza e affidabilità di governo.</strong> Qualità che la nuova amministrazione comunale di Palermo deve avere per affrontare i disastri creati da quelle precedenti e nei quali è stata abbandonata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi auguro, pertanto, che adesso prevalga il buon senso.</strong> Chi fino ad oggi ha soffiato sul fuoco dei sospetti per far annullare le primarie e tradito tutti gli accordi faccia prevalere il bene della città alla propria smania di protagonismo. <strong>Dopo 10 anni di sfacelo Palermo non merita una nuova riedizione di Cammarata in salsa manageriale.</strong> Sarebbe proprio una sciagura inaccettabile!</p>
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		<title>Lavoro: ridare stabilità a famiglie e prospettive ai giovani</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 01:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da alcuni giorni il tema del lavoro è entrato nel vivo del dibattito sociale e politico del nostro Paese. Si tratta di un problema estremamente importante visto che la crisi economica continua a mietere vittime: imprese e posti di lavoro. In poco più di due anni migliaia di persone si sono trovate senza occupazione. Sono uomini e donne, papà e mamme che con quel lavoro ci pagavano l’affitto, le bollette, facevano la spesa, mandavano i figli a scuola o all’università.[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span id="internal-source-marker_0.47171860141679645"></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong><a href="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/02/giovani_lavoro_disoccupazione21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1416" style="margin: 5px;" title="giovani_lavoro_disoccupazione2" src="http://www.matteoscire.it/wp-content/uploads/2012/02/giovani_lavoro_disoccupazione21-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>Da alcuni giorni il tema del lavoro è entrato nel vivo del dibattito sociale e politico del nostro Paese.</strong> Si tratta di un problema estremamente importante visto che la crisi economica continua a mietere vittime: imprese e posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>In poco più di due anni migliaia di persone si sono trovate senza occupazione. </strong>Sono uomini e donne, papà e mamme che con quel lavoro ci pagavano l’affitto, le bollette, facevano la spesa, mandavano i figli a scuola o all’università.<br />
<strong>Va ancora peggio per i giovani il cui tasso di disoccupazione ha ormai superato stabilmente la soglia del 30%. </strong>In altre parole quasi un ragazzo su tre non riesce a trovare un lavoro e la situazione è difficile anche per coloro che sono in possesso di una laurea.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>È questa la condizione di estrema difficoltà in cui versa gran parte della popolazione italiana.</strong> L’Italia delle famiglie disperate che non possono più contare su nessuna stabilità per andare avanti e l’Italia delle nuove generazioni che non possono permettersi di progettare il proprio futuro.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Il governo ha pensato bene di affrontare il problema mettendo mani al mercato del lavoro</strong>, proponendo tra le altre cose la semplificazione del numero delle tipologie contrattuali e l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che impedisce il licenziamento senza giusta causa. Alcuni provvedimenti, come quest’ultimo, hanno suscitato le dure critiche delle parti sociali, altri, come i primi, sono stati accolti con favore. La discussione però rischia di esasperare gli animi e di far perdere di vista i problemi reali, anche a causa di alcuni vespai scaturiti da certe uscite pubbliche infelici del premier e di alcuni ministri.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Non risiedono nel mercato del lavoro le vere cause dell’elevato tasso di disoccupazione in Italia.</strong> Non è per l’articolo 18 che centinaia di imprese sono costrette a chiudere, nè perchè gli investitori stranieri ignorano il nostro Paese. Tuttaltro: l’Italia ha un sistema produttivo fragile, che non riesce a sostenere la concorrenza dei mercati internazionali perchè da tempo non investe in ricerca ed innovazione; un sistema produttivo peraltro concentrato in una parte del Paese, il Nord, mentre il Mezzogiorno è povero di imprese e servizi; una macchina della giustizia lentissima che può tenere in agonia un’azienda o un lavoratore per anni prima di emettere una sentenza; lo stesso vale per la pubblica amministrazione, che deve rilasciare licenze e autorizzazioni; una rete di infrastrutture, di trasporti e di comunicazioni carente.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Ecco perchè le imprese in Italia chiudono e gli investitori stranieri ignorano il nostro Paese.</strong> A differenza di altri Paesi moderni e avanzati, come la Germania, l’Italia ha problemi strutturali che si trascina da troppo tempo. Sono questi i nodi da affrontare se si vuole rimettere in moto l’economia, ridare stabilità alle famiglie e prospettive ai giovani.</p>
<p></span></div>
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